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Tre libri di Krstina Hanzic | libro I – Di cosa hai paura?

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Descrizione

Io sono straniera a me stessa, sono straniera nella città dove
abito, sono straniera in questo mondo, ma altrove…
Per anni ho palleggiato tra la pulsione verso tutto ciò che è
esoterico, magico, e quello che è pragmatico.
Imposizione della società in cui vivevo, da un lato, e ciò che
poteva essere la pulsione che avvertivo, dall’altro. La mia curiosità
estrema mi ha portato ad indagare e a cercare di capire e intendere
la mente umana, cosa ci spinge a intraprendere determinate
azioni. Facendo questa ricerca, capii l’importanza della magia
e quanto la magia sia presente nella nostra vita. Dicendo
magia non intendo la magia tradizionale, quella rappresentata
dal cinema o nei racconti fantastici.
Per millenni la magia è stata utilizzata nella vita quotidiana,
alcuni la utilizzano in una semplice forma di preghiera, altri invece
come itinerario di vita. Se guardiamo con attenzione la storia
notiamo che non esiste un ambito in cui non ci sia la magia
e che essa ha sempre fatto parte di tutti i popoli sulla terra, anche
se non si conoscevano tra di loro.
Mentre scrivevo il libro precedente riferito alle previsioni del
futuro, feci una ricerca a ritroso per scoprire le radici storiche
della tecnica di previsione e rimasi stupita di trovare tracce di
Geomantija nell’antica Cina, dove nacque addirittura più di tremila
anni fa e venne utilizzata per prevedere le mosse degli avversari,
per progettare le battaglie.
Se non fosse stata una scienza esatta, non oso pensare cosa
sarebbe successo ai geomanti cinesi.
Anche quando si diffuse in Europa (Dante la nomina nel
Purgatorio) provate ad immaginare, ad esempio, se durante il
periodo dell’impero romano i geomanti avessero sbagliato le
loro previsioni concernenti i combattimenti nelle arene. Gli
scommettitori non ne sarebbero rimasti per niente soddisfatti.
La magia è stata per così tanto tempo degradata, disprezzata,
negata, vietata, esorcizzata, e purtroppo lo è ancora adesso. Attorno
alla magia sono state scritte e dette tante cose, considerando
che agisce principalmente sulle paure umane, ma la magia
si esprime con semplicità attraverso la santa Trinità.
«Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo».
Ci sono tanti preconcetti, tanti pettegolezzi a tal riguardo,
ma, come dice Patrick Ravignant:
«Esiste il folclore attorno all’inserimento nei culti, la nevrosi attorno
alle scienze occulte, ma esiste anche la superstizione scientifica.
Fuga, ritiro, compensazione e previsione hanno ciascuno i propri
ciarlatani e le proprie bancarelle alla fiera. Anche la musica ha
le sue zampogne e le sue trattorie, non per questo Mozart e Bach
sono meno reali. Chi può indicare un qualsiasi settore dove i talenti
non sono un’eccezione? ».
Immaginate se aveste il coraggio di eliminare le barriere culturali
che vi sono state trasmesse fin dalla nascita?
Provate a liberarvi di tutto ciò che vi è stato imposto come la
verità, come l’unica cosa giusta. Ma che cos’è la verità?
«La verità abita in un crepuscolo. Si effettua in uno squarcio!
Farla partecipare ai conflitti, ai necrologi e alla pazienza serve ad
associarla ancora alla luce e ad accoppiarla all’esito funerario delle
vicende. E rientra ancora nel velo significarla nella catastrofe, nel
capovolgimento e in quella drammaturgia del male del crimine che
spalanca una soluzione triste e euforica» (Armando Verdiglione,
La peste, p. 202).
Che cosa è la cosa giusta? Chi può saperlo in anticipo,
quando l’esperienza è irripetibile?
Lo scopriamo solo intraprendendo il viaggio, non importa
quale: culturale, artistico, intellettuale.
Per poter comprendere tutto ciò occorre indagare, leggere,
scrivere, affrontare le paure, occorre mettersi in gioco.
Questo libro è un insieme di questioni elaborate nel tempo,
di esperienze di vita o di semplici constatazioni che concernono
l’atteggiamento umano.
L’ho scritto per dare una voce all’intellettualità e alla vita
stessa.
L’ho scritto per tutti coloro che rischiano, per tutti coloro
che non si accomodano, per le persone che si accorgono della
differenza e del suo valore.
L’ho scritto per le persone che non appartengono a nessun
luogo, ma stanno altrove, per coloro che stanno nella ricerca e
quindi prediligono l’amore ma non negano l’odio, per coloro
che si mettono in gioco, ma soprattutto per coloro che procedono
dall’apertura e che quando sentono la parola magia non
voltano la pagina pensando già in anticipo di sapere di cosa si
tratta, ma esplorano, rimangono in ascolto.

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